Descrizione
“Nella giornata in cui si “festeggia” la donna, ritengo importante soffermarmi sulla questione del lavoro femminile. Nel ricordare che i dati ci dicono che in questo campo non è ancora stata raggiunta una vera parità e che - a tutt’oggi - una donna, a parità di funzione lavorativa e per lo più nel settore privato - non raggiunge lo stesso livello salariale degli uomini.
Lavorare significa avere indipendenza economica che, invero, rimane l’unica vera formula vincente per poter scegliere in autonomia dove stare e dove, eventualmente, non stare più.
Abbandonare il progetto del lavoro, anche per fini nobili e importantissimi quali la maternità e la scelta di assistere quotidianamente i figli nella crescita, potrebbe rivelarsi un ricatto insuperabile se si dovesse scegliere di continuare il proprio percorso di vita lontano dalla coppia.
È evidente che la comunità sociale deve fare la propria parte anche per permettere che le donne madri lavorino: come Amministrazione stiamo investendo moltissimo per migliorare i servizi offerti alle famiglie e per sgravare i genitori da impegni che potrebbero divenire inconciliabili con la scelta di lavorare entrambi.
Più asili nido, prescuola, pranzi assistiti, doposcuola con orari più lunghi: molto si è fatto, molto si può ancora fare e molto ancora faremo. Noi donne - però - non dobbiamo scordarci che abbiamo una grande responsabilità anche nei confronti di noi stesse e non dobbiamo cedere alla tentazione di fare “un passo indietro” per un'atavica abitudine per cui il “sacrificio lavorativo” spetta sempre a noi.
Un augurio quindi a tutte noi per un percorso solidale, di unione d’intenti e di piena consapevolezza delle nostre potenzialità”.
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Ultimo aggiornamento: 9 marzo 2026, 07:22